Pace…Quando nel mondo regnerà “solo” la pace? Quando cesseranno le guerre presenti oggi nel mondo? Quando gli armamenti lasceranno il posto all’arte e alla bellezza?
Appena 13enne e già mi pongo queste domande. Non è facile per me comprendere il perché delle guerre attuali e ancor più difficile è metabolizzare le immagini alla tv dei miei coetanei disperati, sporchi e terrorizzati che nei luoghi di guerra sperano nella fine delle ingiustizie patite.
I libri di storia ci raccontano della guerra, purtroppo nata con l’uomo.
Studiamo gli avvenimenti accaduti nel passato e da bravi scolari ripetiamo la lezione: guerre sannitiche, guerre puniche, guerre di secessione, 1^ guerra mondiale, 2^ guerra mondiale, guerra in Jugoslavia, guerra in Iraq…
Intuisco che nonostante l’evolversi dell’umanità, la guerra resta e oggi, come ieri, essa è presente nonostante il progredire delle innovazioni, dei diritti umani e dei rapporti tra Stati.
Oggi che la guerra è sui nostri schermi dalla mattina alla sera, non ci chiediamo neppure le vere motivazioni di tali disastri.
Guardiamo le immagini che ci arrivano ad ogni ora del giorno come guardiamo una nuova serie televisiva.
Io, invece, mi fermo e penso…
Qui nella mia cameretta ho il mio mondo: caldo, accogliente e pieno di desideri realizzati.
Di là, in cucina, c’è la mia famiglia: sento ridere…Tra un po’ usciremo a fare una passeggiata; poi andremo a fare la spesa e magari prenderemo una cioccolata calda in un bar…
I miei coetanei, invece, a Gaza, ora stanno piangendo. Sono soli, affamati, spaventati. Terrorizzati da bombe e sangue
che hanno conosciuto sulla loro pelle; impauriti dalla morte che resta con loro ogni momento; terrificati dal freddo delle strade e dalla fame, senza casa e senza giochi finiti sotto le macerie…
La guerra è ingiusta e anche se so che la mia voce non conta molto, mi ribello alla crudeltà dell’uomo che non capisce che vivere aiutando il prossimo è il vero senso della vita; che non capisce che i valori che contano davvero sono quellidell’amicizia e della fratellanza; che non capisce che l’uomo è uomo solo quando ama e quando riceve amore.
Anche noi ragazzi, nel nostro piccolo, dobbiamo dire “basta alla guerra” perché la fortuna di vivere in un posto di pace non deve fermare la nostra contrarietà alla guerra e dobbiamo, ora e per sempre, aspirare ad un mondo migliore fatto di solidarietà e di pace.
Federica Falcione








Lascia una risposta