Gli alunni dell’ITE premiati al Concorso Nazionale: la poesia come strumento di memoria e di pace.
Un riconoscimento che va oltre la semplice vittoria: la conquista degli alunni dell’Istituto Tecnico Economico nell’ambito del Premio Nazionale “Poesia Giovane Michele Cossu”, rappresenta un autentico trionfo dell’anima e della parola.
La partecipazione degli studenti con la microantologia “Sfumature di memorie e aneliti tra sussurri dell’anima”, curata dalla prof.ssa Italia Martusciello, ha dato voce al sentire più profondo dei giovani, trasformando emozioni, ricordi e riflessioni in versi capaci di parlare a tutti.
In un tempo in cui spesso si lamenta che i giovani siano “bulimici digitali”, immersi nei social e privi di sensibilità, questi studenti hanno mostrato invece una straordinaria capacità di introspezione e delicatezza.
Hanno scelto di fermarsi, di ascoltare sé stessi e di tradurre in parole ciò che spesso non si ha il coraggio di dire. La poesia è diventata per loro un ponte tra il mondo reale e quello interiore, un atto di resistenza silenziosa contro la superficialità.
In un tempo che corre veloce, la scuola si conferma laboratorio di umanità, luogo in cui la cultura si intreccia con la vita e la parola diventa strumento di pace.
La poesia, nata per essere detta ad alta voce, torna a vivere nelle aule scolastiche come atto di libertà, come ricerca di sé e come segno di speranza condivisa.
Come ricordava il poeta Elio Pecora:
“La poesia è fatta di parole, di spazi, di respiri. E chiama il mondo, lo abita, lo rivela. La poesia ha parole nette e dense, che si consegnano al lettore per sciogliere altre parole e generare pensieri che se ne stavano nascosti e che ci conducono verso una più ampia conoscenza di noi stessi e del nostro sentire.”
All’origine del Premio c’è una storia di amore e di memoria. Dopo la prematura scomparsa del giovane Michele Cossu, i suoi genitori scoprirono la sua passione per la poesia e decisero di pubblicarne i versi, dando vita a un concorso dedicato ai giovani poeti. Da quella scelta è nata la collana “Poesia come pace”, che nel corso di trentacinque edizioni ha unito scuole, docenti e studenti in una comunità di scrittura, di riflessione e di crescita civile.
In particolare, questo laboratorio sull’esplorazione dei sentimenti ha promosso, nella triade dei saperi – conoscenze, competenze e atteggiamenti – la dimensione affettiva ed empatica, stimolando nei ragazzi la capacità di “stare bene con sé stessi, con gli altri e con le istituzioni”.
Attraverso i versi, gli studenti hanno scoperto che la parola non è solo espressione, ma strumento di crescita, di dialogo e di umanità. Perché la poesia oggi rappresenta uno strumento privilegiato per la costruzione di una convivenza pacifica tra le persone e i popoli, un linguaggio universale che incoraggia il dialogo, la tolleranza e il rispetto reciproco.
La vittoria degli studenti dell’ITE si inserisce pienamente in questo spirito: la parola come conoscenza, come libertà, come pace. Nei loro versi i giovani hanno saputo restituire il valore della memoria e la speranza nel futuro, mostrando che la poesia non è un linguaggio lontano, ma un modo autentico di guardare il mondo.
Il commento della Dirigente scolastica, prof.ssa Maria Teresa Imparato
«Sono profondamente orgogliosa di questo riconoscimento che dà valore non solo al talento letterario dei nostri studenti, ma anche al percorso educativo che la nostra scuola promuove ogni giorno.
In un’epoca in cui spesso si tende a giudicare i giovani come distratti o distanti, questa vittoria dimostra invece che essi possiedono una straordinaria capacità di emozionarsi e di riflettere.
E ci ricorda che educare significa anche insegnare a sentire, a comprendere e ad amare la bellezza delle parole e dei gesti.










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